People today

La storia di Ayoub Khan, un maestro pakistano che- in un parco di Islamabad- insegna ai bambini che non possono permettersi di andare a scuola.

Tutti seduti per terra, senza troppe formalità.

Però va avanti da 25 anni. Una storia carina, da ascoltare qui.

A nice way to start blogging in 2010: The Girl Effect

Prendetevi il tempo di guardare il video che trovate qui.

Benvenuti.

Tornata, riambientata, in pista.

A tra poco.

Si riapre con l’anno nuovo….

… e se tutto va bene dovrei portarvi le foto di questo posto pazzesco.

Salto Angel, Venezuela.

Ecco, se non ci fosse lui ad appesantire sempre tutto, sarebbe ancora piu’ bello.

Auguri a tutti!

Post leggero

Se come me sognate solo di sfuggire alla pesantezza mediatica di questi giorni, alle interviste, ai dibattiti, alle accuse, alle smentite, alle biografie di finti eroi e al vittimismo esasperato, vi consiglio un po’ di leggerezza.

Non c’è niente come togliere un po’ di sale per far passare tutto quest’edema!

«Togliete almeno la saliera dalla tavola». È l’accorata richiesta di Pasquale Strazzullo, del Centro per l’Ipertensione al Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università Federico II di Napoli. Strazzullo parla a ragion veduta: ha appena dato alle stampe, sul British Medical Journal un poderoso studio che ha dimostrato in maniera inequivocabile un legame consistente fra il consumo di sale e malattie cardiovascolari come ictus e infarti.

Se cercate una risposta, vi suggerisco di scrivere a Babbo Natale o a Dio

Io li adoro.

Let’s make it clear: instead of No Berlusconi, we advocate

Italy after Berlusconi.

This is not about sexual scandals or about one person. This is about a country, called Italy. As young patriots, we feel there is no need to Berlusconize everything. In order to move forward, the famous ten questions raised by the newspaper La Repubblica are simply useless, as are all the campaigns of La Repubblica. (…)

The last call to arms has come from Roberto Saviano, who is a man worth of a great deal of admiration, but this strategy of “Dear Prime Minister” is getting Italy nowhere. If you really need an answer, I would rather suggest writing to Santa or God (…)

That’s exactly the point. Nowadays, the real issue is: what has been done during Berlusconi’s third term in office? This is the right question that should be asked, in order to start a fair analysis.

Perchè non vado al No B day

Luca Sofri riassume perfettamente il mio pensiero sulla vicenda:

Io non voglio che Berlusconi si dimetta perché glielo chiedo: voglio che perda il consenso democratico di cui gode e voglio lavorare per quello. Le dimissioni di un uomo che la maggioranza del paese vorrebbe tuttora a propria guida non mi sembrano un successo: mi sembrano una sconfitta doppia.

25 anni fa…

….il peggior disastro industriale della storia.

A Bhopal, nello stato Indiano del Madhya Pradesh, il 3 Dicembre 1984, poche ore dopo la mezzanotte  si sprigionò una perdita di gas letali: morirono 8000 persone in poche ore, molte di più morirono nei mesi, anni e decenni successivi. Oggi, 25 anni dopo, il totale delle vittime è 25.000. Mille all’anno. Quasi 10 volte le vittime dell’11 Settembre.

La strage però continua,  sia tra coloro che respirarono quei gas 25 anni fa, sia a causa della contaminazione dell’ambiente. Continuano a nascere bambini  senza labbra, mani, occhi. Tubercolosi, cancro, problemi riproduttivi, gravi danni respiratori sono estremamente comuni tra i sopravvissuti di Bhopal. Circa 100.000 persone hanno malattie croniche per cause collegate alla tragedia. Se non ci credete guardate qui.

La multinazionale americana Union Carbide, responsabile del disastro di Bhopal – poi acquistata dalla Dow Chemical-  e’ accusata di non aver risarcito adeguatamente i danni, di avere coperto le responsabilita’ e di non aver provveduto a risanare la zona. La potente industria americana  sostiene di avere agito correttamente e attribuisce l’incidente ad un sabotaggio.

Quel che e’ certo e’ che sono morte 25.000 persone, 100.000 sono tutt’ora malate e forse altre si ammaleranno ancora per molti anni; i processi per responsabilita’ dei dirigenti della Union Carbide languono tra i tribunali americani e indiani e molte delle vittime hanno ricevuto somme di risarcimento irrisorie, molti altri non hanno ricevuto nulla.

Dominique Lapierre, autore de “La citta’ della gioia” ha raccontato la storia di Bhopal in questo libro.

Momenti memorabili della vita di una blogger

Se lo dice PocaCola…….  :-)   Buona lettura

Ci dobbiamo sempre distinguere

La Bielorussia e’ una spina nel fianco per chiunque si appassioni di diritti umani nella “civilissima” Europa: l’ultimo Paese europeo dove e’ in vigore la pena di morte, attivamente praticata, come anche l’ultimo rapporto di Amnesty ha confermato (quattro uccisi con colpo di pistola alla nuca solo nel 2008).  Il Paese  e’ anche attraversato da gasdotti e oleodotti che fanno gola a molti in Europa.

Sembra che il nostro Paese – o meglio, il nostro presidente del consiglio- abbia un legame del tutto speciale con Lukashenko, dittatore bielorusso al potere dal 1994. Non e’ stato sufficiente essere stati i primi ad invitarlo in visita rompendo l’isolamento internazionale verso un uomo che rifiuta di concedere anche le minime liberta’ ai suoi concittadini: visita avvenuta – a mo’ di beffa-  il giorno dopo la nostra festa di liberazione, il 26 Aprile 2009. In quell’occasione i due si chiusero a colloquio per oltre tre ore: mentre Frattini  sostenne che in quell’occasione fossero state discusse riforme democratiche in Bielorussia, Lukashenko lo smenti’ clamorosamente, dicendo che nessuno gli aveva chiesto un bel niente riguardo a eventuali riforme.

Ora Berlusconi ricambia il favore, diventando il primo capo di stato occidentale a recarsi in visita ufficiale in Bielorussia, presso Lukashenko. Ma nemmeno questo e’ sufficiente: siamo giunti a sdoganare un dittatore come leader amato dalla sua popolazione : “Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo”

 

A volte mi domando se si tratta di protagonismo da primo della classe,  di cura di loschi interessi e scambi di favori sottobanco oppure di semplice e gretta ignoranza. Comunque sia, a farne le spese siamo sempre noi.

Oltre al popolo bielorusso, in questo caso.

 

Una risata al cinema? Non ha prezzo.

Scegliete un cinema multisala, assicuratevi che la sala sia grande, ma veramente enorme, da centinaia di posti.  Una di quelle dove proiettano i film con effetti speciali impressionanti. Comprate un biglietto per 2012, il film piu’ brutto dell’anno -forse del millennio. Per chi non lo sapesse, racconta la fine del mondo.

Aspettate…. sopportate pazientemente. E poi, eccola, arriva la scena che vale dieci volte il prezzo del biglietto. Immaginate tutto il cinema scoppiare nella risata piu’ fragorosa, irridente e sghignazzante che abbiate mai sentito.

Io amo questo popolo; io amo questo Paese.

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