Ogni giorno mangiano nella grande tenda del campo adibita a refettorio duecento persone; a Pasqua c’è anche l’agnello alla brace, uova di cioccolata e colombe. La generosità quasi eccessiva proveniente dal resto del Paese seppellisce il campo di cibo, di indumenti, di beni di qualsiasi tipo, ben oltre le necessità. Non ho mai visto tanta roba insieme. Mi domando se questo flusso durerà anche quando i riflettori si spegneranno sugli sfollati dell’Aquila e le famiglie rimarranno a fare i conti con la propria condizione di terremotati. La gente qui non si illude, sa che questo è solo l’inizio e che passerà moltissimo tempo prima di poter tornare alla vita di prima.
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